Il 2 giugno 1946 fu il giorno del referendum istituzionale che sanci’ la fine della Monarchia.
Per la prima volta volta a livello nazionale furono chiamate al voto nazionale anche le donne, in base al decreto legislativo del 10 marzo 1946 n 74.
Alla fine gli italiani scelsero la Repubblica, con 12.818.641 voti contro i 10.718.502 Il risultato del voto spiegava un Italia divisa in due: in quasi tutte le province a nord di Roma il voto fu a favore della Repubblica, nelle province del centro e del sud i cittadini bottarono a favore della Monarchia.
Il sistema elettorale scelto per l’elezione della Assemblea Costituente fu quello proporzionale.
In base al risultato delle urne, l’Assemblea Costituente risulterà cosi composta: DC 35,2% .
Le donne elette furono 21, su un totale di 556 deputati: nove del Partito Comunista, nove della Democrazia Cristiana, due al Partito Socialista, uno al Uomo Qualunque.
L’Italia era uscita distrutta dalla guerra, era stata sconfitta, le città erano state bombardate, era considerata tra le nazioni responsabili della guerra: eppure, in quei drammatici frangenti, l’Italia seppe trovare vie di Pace e di ricomposizione sociale tra chi aveva sostenuto il fascismo e chi alla lotta contro di esso aveva dedicato la propria opera e il proprio migliore impegno. In Italia, a mio avviso, le istituzioni repubblicane hanno dimostrato una solidità superiore alle aspettative, rimane diciamo un “Vulnus”: la Costituzione, dopo 80 anni, non e’ stata ancora pienamente attuata ed è anche da aggiornare in qualche punto per essere un Paese integrato nell’era dei sistemi organizzativi digitali: un problema che resta aperto come si e’ visto, in particolare, nel referendum sulla Giustizia.
Viva la Repubblica democratica, Viva le Forze Armate, Viva l’Italia.
Auguri a Tutti per un buon 2 giugno e per consolidare nel futuro i Valori Etici e di Umanesimo integrale per lo sviluppo di ogni Persona del Bel Paese.








