Manuela Lucchini intervista Antonino Giannone.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE ED ETICA: LA SOCIETÀ VA VERSO UN NUOVO UMANESIMO?
D) BUONGIORNO PROF. GIANNONE, CONDIVIDERÀ CHE LE TECNOLOGIE DIGITALI HANNO TRASFORMATO RADICALMENTE IL MODO IN CUI LAVORIAMO E VIVIAMO. ADESSO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA INIZIATO E CONTINUERÀ A SOSTITUIRE MANSIONI TRADIZIONALI, RIDUCENDO LA DOMANDA DI LAVORO UMANO IN VARI SETTORI. LE CHIEDO, CON LA SUA LUNGA ESPERIENZA DI DIREZIONE DI AZIENDE E POI COME DOCENTE DI MANAGEMENT ED ETICA AL POLITECNICO DI TORINO CI PUÒ DIRE COSA CAMBIA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA SOCIETÀ DIGITALE?
R) L’Intelligenza Artificiale (IA) è una tecnologia innovativa che è diventata di recente molto potente, da quando è in grado di elaborare fino a miliardi di dati di Input in pochissimo tempo (minuti, secondi), grazie a Computer che in passato non erano in grado di farlo, ma che oggi possono farlo e con costi sostenibili. In pratica l’IA consente di ottenere una risposta (Output), alla domanda (Input) che può essere formulata secondo moltissime tipologie (quantitative, grafiche, descrittive con la generazione di un linguaggio nella lingua richiesta). Soffermiamoci sull’ultima rivoluzione industriale: l’Industria 5.0. Cioè il modello d’impresa caratterizzato dalla cooperazione tra macchine ed esseri umani con il fine ultimo di dare un valore aggiunto alla produzione. Pensiamo all’automatizzazione e ottimizzazione dei processi produttivi, liberando tempo e risorse per le attività a maggiore valore aggiunto. Grandi trasformazioni sono previste nel settore dei veicoli su strada e nei diversi sistemi di trasporto rendendoli più sicuri; nella realizzazione di prodotti e servizi su misura, più economici e più resistenti; inoltre favorirà l’accesso all’informazione, all’istruzione e alla Ciò farà aumentare la soddisfazione, la motivazione e la produttività dei dipendenti in un’azienda o di altri sistemi organizzativi complessi, ad esempio anche alla Pubblica Amministrazione. L’IA dal punto di vista della produzione potrà creare prodotti personalizzati che rispettino le esigenze dei consumatori; è in grado d’identificare tendenze di mercato in tempo reale; potrà migliorare l’esperienza di acquisto online, personalizzando le offerte, i prodotti e i servizi in base alle preferenze e ai bisogni dei clienti. Sono tante le sfere della nostra vita che possono prestarsi all’applicazione dell’IA finalizzata ad un miglioramento del benessere e dei processi produttivi e che si andranno consolidando nei prossimi 20/30 anni per il previsto Cambiamento d’Epoca! Ad esempio l’IA nella Sanità e nella Ricerca contribuirà alla Scoperta e sviluppo di farmaci, a realizzare prestazioni di più alta difficoltà in chirurgia con la Chirurgia robotica, nella Diagnostica a interpretare casi complessi che oggi non vengono diagnosticati, a realizzare una Medicina personalizzata, a fare una Previsione delle malattie, a contribuire alla Sorveglianza delle malattie infettive.
L’IA nella Medicina Aerospaziale- come gli Esperti che intervengono in questo Convegno potranno confermare- già oggi e ancor più nel prossimo futuro potrà raccogliere dati da dispositivi diversi, analizzare i parametri vitali dei pazienti e i risultati di screening preventivi per individuare problemi, consigliare terapie e monitorare costantemente i livelli di glucosio, salute cardiaca e neurologica.
D) IL 30 MAGGIO 2023 CENTINAIA DI ESPERTI E SCIENZIATI HANNO SOTTOSCRITTO PRESSO IL CENTER FOR AI SAFETY1 IN CALIFORNIA UN APPELLO PERCHÉ L’IA SIA REGOLAMENTATA AL PIÙ PRESTO, SPIEGANDO CHE DAI RISULTATI PIÙ RECENTI DELLA RICERCA, QUESTA TECNOLOGIA È DIVENTATA PERICOLOSA COME L’ENERGIA NUCLEARE CHE POI HA PRODOTTO LE BOMBE NUCLEARI. CI VUOLE SPIEGARE I RISCHI E LA PERICOLOSITÀ DELL’IA?
R) La rivoluzione digitale e l’introduzione dell’IA rappresentano un’opportunità unica e preziosa per gli esseri umani, ma oltre ai tanti aspetti positivi di utilizzo, si nascondono anche dei rischi. Un rischio nelle attività sociali di cui tutti parlano da molti anni, già prima della diffusione dell’IA, è che con l’automazione si
realizzano processi che sostituiscono il lavoro dell’uomo che non trova un’altra occupazione. L’IA, quindi, porterà a una riduzione dei posti di lavoro in diversi settori di attività e comporterà inizialmente, in quei settori, disoccupazione e disparità economica. Quindi è fondamentale prepararsi, sin d’ora, per garantire che le persone siano preparate per le sfide dell’IA e che si proceda con politiche in tutti i campi (Istruzione, Aziende di produzione, Servizi, Sanità, Giustizia ecc.) che promuovano una transizione equa verso un’economia guidata dall’IA. Non c’è dubbio che qualsiasi strumento tecnologico, può essere utilizzato sia per il bene che per il male. Nel progresso tecnologico dell’Umanità, l’uomo ha inventato strumenti che potevano essere utilizzati sia per scopi positivi che negativi. Ecco, un altro grande rischio: il cybercrime che con l’IA può consentire di fare ancora più facilmente e in maniera più semplice e industrializzata truffe via e- mail, attacchi hacker che possono compromettere sistemi informatici di istituzioni, aziende e persino strutture critiche come gli ospedali. Altro rischio crescente sono le fake news che hanno fatto aumentare il fenomeno della disinformazione sui social network, che rappresenta una enorme preoccupazione. In questi ultimi 12 mesi c’è stata un’accelerazione nel dibattito sull’IA a livello mondiale.
E poi l’Appello al quale Lei fa riferimento: già nel mese di Marzo 2023 il più noto e ricco imprenditore del mondo, Elon Musk, tra i maggiori investitori in IA, aveva lanciato un appello con altri 1000 Imprenditori ed Esperti “Chiediamo a tutti i laboratori di fermarsi immediatamente per almeno sei mesi nell’addestrare i sistemi più potenti come GPT-4”.2 La pausa che avrebbe dovuto portare allo sviluppo di protocolli di sicurezza condivisi per i progetti IA, implementati e verificati da esperti indipendenti. Quindi la “Dichiarazione sul rischio AI” alla quale faceva riferimento: “Mitigare il rischio di estinzione dell’Intelligenza Artificiale dovrebbe essere una priorità globale insieme ad altri rischi su scala sociale come le pandemie e la guerra nucleare”.3
D) SE LE REGOLE DA ADOTTARE PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, SONO COSÌ IMPORTANTI, LE CHIEDO SE E COME SI POTRANNO ADOTTARE SU SCALA GLOBALE?
Abbiamo visto che c‘è la necessità di una regolamentazione dell’IA, che bilanci la protezione dei diritti fondamentali, la sicurezza, la privacy, la responsabilità e la trasparenza, con la promozione dell’innovazione, della competitività e della crescita. Il vertice AI Safety Summit che si è svolto a Londra (novembre 2023) nel centro di decrittazione a nord della City, ha visto il confronto tra Leader internazionali, rappresentanti dei colossi di internet ed esperti che hanno posto le basi per affrontare i tanti interrogativi posti dall’IA. L’incontro ha messo in evidenza le tensioni già esistenti tra i diversi Paesi su come regolamentare questa tecnologia. Molto diverse le posizioni di Paesi che hanno investito miliardi di euro sull’IA e quelli che saranno utilizzatori senza aver fatto investimenti. Negli ultimi mesi del 2023 l’impegno legislativo europeo per lo sviluppo e la regolamentazione dell’IA è cresciuto giungendo a una proposta di regolamento (AI Act UE, Dicembre ‘23) recante alcune linee guida. Nel 2024, si attende una regolamentazione dell’IA nei diversi Paesi, sulla base di quanto definirà la Commissione dell’ONU, composta da 39 Esperti tra i quali partecipa Paolo Benanti4. Al G75 in estate per la prima volta un Pontefice, Papa Francesco, ha parlato nella Sessione dedicata all’IA, manifestando le sue raccomandazioni ai Politici che governano il Mondo occidentale: tutelare la Persona e la sua Dignità; consentire l’accesso alle nuove tecnologie a tutti: Digital Accessibility. La Regolamentazione dell’IA è l’operazione più difficile, servirà, a mio avviso, un approccio di Responsabilità Etica da parte di tutti nella progettazione delle applicazioni e nell’utilizzo dell’IA, verso una tutela dell’Uomo a qualunque latitudine e servirà promuovere una cultura digitale basata sulla sicurezza e sull’educazione, in modo che tutti possano beneficiare delle opportunità offerte dall’IA senza compromettere la propria sicurezza e privacy. Ma chiediamoci: la Persona resterà al Centro nelle priorità delle scelte e degli sviluppi della regolamentazione di questa tecnologia?
D) PROFESSORE, PER CONCLUDERE QUESTA INTERVISTA, LE CHIEDO PERCHÉ È IMPORTANTE L’ETICA NELL’UTILIZZO DELL’IA E SE PUÒ ILLUSTRARCI QUALI SAREBBERO LE PRINCIPALI IMPLICAZIONI ETICHE DELL’IA NEL FUTURO DELLA SOCIETÀ DIGITALE?
R) Il rapporto tra IA ed Etica, ovvero le implicazioni etiche nelle applicazioni dell’IA, emergono dallo sviluppo crescente delle macchine intelligenti in tutti i campi. Non si tratta della semplice sostituzione di attività ripetitive dell’Uomo in molti settori, quanto l’occupazione dell’IA nella sfera del processo decisionale: selezione dei dati, definizione di alternative, analisi e ottimizzazione con scelta della soluzione senza che conosciamo o meglio controlliamo i metodi e i criteri di processo di queste fasi che sono proprie
dell’elaborazione logica del pensiero dell’uomo. Per molti studiosi di Etica e Tecnologia: il progresso tecnologico dovrebbe essere uno strumento di sviluppo della famiglia umana che consenta contemporaneamente il rispetto del Pianeta, cioè della casa comune. A tale riguardo riportiamo alcuni paletti di carattere etico. L’IA dovrebbe6: includere ogni essere umano, non discriminando nessuno; avere al centro il bene dell’umanità e il bene di ogni persona; essere sviluppata in maniera consapevole della complessa realtà del nostro ecosistema; essere caratterizzata dal modo in cui si prende cura e protegge il pianeta con un approccio altamente sostenibile, che includa anche l’uso dell’IA per garantire sistemi alimentari sostenibili in futuro. Le mie considerazioni si estendono a interrogativi connessi ai Valori umani ed etici della Persona: Come proteggere le persone da utilizzi impropri delle nuove e formidabili tecnologie, in primis, dell’IA, in particolare dall’IA generativa? Infatti la diffusione di questa tecnologia pone nuove sfide per l’essere umano, in particolare per quanto riguarda il pensiero critico cioè l’abilità cognitiva che ci permette di analizzare, valutare e interpretare le informazioni in maniera obiettiva e ponderata.
Sappiamo che gli elementi fondamentali del pensiero critico includono l’analisi, la valutazione, l’inferenza, cioè il processo mentale con il quale da premesse si traggono conclusioni, l’interpretazione e l’autoregolazione. Il pensiero critico è fondamentale nella vita quotidiana di ogni persona, nel lavoro e in tutte le altre attività, poiché ci consente di prendere decisioni informate e di risolvere problemi in modo efficace e responsabile. Adesso con le applicazioni d’IA generativa, come GPT-4 e le altre in arrivo, disponiamo di sistemi di apprendimento automatico in grado di produrre contenuti originali e creativi in diverse attività: la scrittura, la musica, l’arte e altre. Pur se queste tecnologie offrono enormi opportunità, possono anche influenzare notevolmente il modo in cui riceviamo e interpretiamo le informazioni.
L’IA generativa può, quindi, produrre contenuti che sembrano autentici, ma che possono essere fuorvianti o inesatti e la crescente dipendenza da queste tecnologie potrà portare a una minore capacità di pensiero critico. Un rischio elevato sarà della disinformazione e della polarizzazione, cioè a processi psicosociale che conducono ad una progressiva e graduale modificazione dei propri atteggiamenti a favore di posizionamenti e opinioni più estreme. Ecco una sintesi del perché bisognerebbe a tutti i livelli educativi, formativi e istituzionali sapere far fronte a queste sfide, cioè è fondamentale nell’era dell’IA generativa, sapere sviluppare e mantenere il pensiero critico.
Sorge una domanda spontanea: si sta andando verso la costruzione di un nuovo Umanesimo o verso un ecosistema nel quale l’uomo sarà ai margini, mano a mano che trasferirà più umanizzazione alla macchina intelligente e disumanizzerà se stesso?
Cosa accadrà quando Robotica, IA e Ingegneria Genetica saranno messe al servizio della ricerca
dell’immortalità e della felicità eterna? Nei contesti socio-culturali, dove il digitale regnerà sovrano, e le applicazioni con l’IA si diffonderanno saranno tutelati i valori fondanti ed etici della Persona e il rispetto della sua Dignità? Ma per ottenere questo obiettivo servirebbero progettazioni con algoritmi etici, in pratica le istruzioni per elaborare grandi volumi di dati devono prevedere dei vincoli che tutelino aspetti etici. Ecco la necessità dell’Algoretica7 nella progettazione delle applicazioni d’IA. Auguro a Lei che è così giovane e a tutti i Convegnisti un Buon lungo Cammino verso il Cambiamento d’Epoca che per età anagrafica non potrò certamente vedere!
1 Organizzazione non profit, San Francisco, in California. Mitigating the risk of extinction from AI should be a global priority alongside other societal-scale risks such as pandemics and nuclear war.
2 Si tratta dell’IA generativa di OpenAI, finanziata per miliardi di dollari dalla Microsoft di Bill Gates.
3 Tra i 350 Esperti dell’AI e Imprenditori che chiedono di trattare il rischio di distruzione dell’umanità causato dall’IA alla stregua della minaccia atomica ci sono Geoffrey Hinton, Emeritus Professor of Computer Science, University of Toronto; Yoshua Bengio, Professor of Computer Science, U. Montreal / Mila; Demis Hassabis, CEO, Google DeepMind; Sam Altman, CEO, OpenAI e tanti altri noti studiosi e ricercatori di IA.
4 Paolo Benanti è un Francescano che Insegna alla Pontificia Università Gregoriana, è consigliere di Papa Francesco sui temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica della tecnologia. Presidente della Commissione IA del Governo italiano, fa parte della Commissione di 39 Esperti dell’ONU per le linee guida sull’IA.
5 Il G7, come è noto, riunisce sette Paesi altamente industrializzati (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, cui si aggiunge l’Unione Europea) uniti da una serie di principi e valori comuni: libertà e democrazia, rule of law, rispetto dei diritti umani.
6 Facciamo riferimento a studi e conclusioni non solo dell’amico Paolo Benanti, di cui abbiamo scritto in precedenza, ma anche di Luciano Floridi che in USA è Direttore fondatore dello Yale Center for Digital Ethics e insegna anche all’Università di Oxford e di Bologna. Ho recentemente incontrato il mio amico Luciano, a Roma per il premio Global Award, assegnatogli dalla LUISS University, Floridi è considerato il padre della filosofia dell’informazione; ha tracciato le linee-guida di un’etica dell’IA modulata sui princìpi della responsabilità individuale e collettiva.
7 Paolo Benanti è un noto Esperto di Algoretica, che ha coniato e sviluppato per primo.
Manuela Lucchini
Giornalista. Operatrice professionale nel settore dell’Editoria e della Comunicazione. Presentatrice e Moderatrice di eventi culturali.









