Assisi-Hiroshima: il 4 agosto un appello per trasformare la potenza umana in Civiltà dell’Amore

Intelligenza artificiale, nucleare di pace e umanesimo integrale saranno al centro dell’incontro in programma nella Sala della Conciliazione di Assisi.

Martedì 4 agosto 2026, alle ore 11.00, la Sala della Conciliazione di Assisi ospiterà l’incontro “Assisi-Hiroshima. Trasfigurazione della potenza umana in Civiltà dell’Amore”, un momento di confronto dedicato alle grandi sfide che interessano il futuro dell’umanità.

L’appuntamento, organizzato dal Comitato per una Civiltà dell’Amore con la collaborazione della Città di Assisi e di diverse realtà associative e istituzionali, affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale, nucleare di pace, cooperazione internazionale ed etica, alla luce del messaggio di umanesimo integrale richiamato nel documento Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.

Da Hiroshima a una nuova cultura della pace

La scelta di collegare simbolicamente Assisi e Hiroshima nasce dalla volontà di trasformare il ricordo della distruzione atomica in un impegno concreto per il futuro.

In vista dell’anniversario del bombardamento di Hiroshima, l’incontro vuole lanciare da Assisi, città universalmente associata a San Francesco e alla cultura della pace, un appello rivolto ai leader, alle istituzioni e ai popoli: utilizzare le conoscenze scientifiche e tecnologiche non come strumenti di dominio, paura o contrapposizione, ma come risorse al servizio della dignità umana.

Il messaggio proposto dagli organizzatori è chiaro: la potenza dell’energia atomica e le nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale possono contribuire alla costruzione di una società più giusta, sostenibile e solidale, aiutando a contrastare la povertà sistematica e a garantire condizioni di vita dignitose all’intera popolazione mondiale.

“Trasformare Hiroshima in energia di bene” significa quindi cambiare la direzione dello sviluppo umano, passando dalla minaccia nucleare alla cooperazione, dalla competizione esasperata alla responsabilità condivisa, dalla paura alla Civiltà dell’Amore.

Il programma dell’incontro

La giornata si aprirà alle ore 11.00 con i saluti istituzionali del sindaco di Assisi Valter Stoppini, della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del vescovo di Assisi Felice Accrocca e di Fra Gianmaria Polidoro.

Alle ore 11.30 si terrà la tavola rotonda “Giovani e Nucleare di Pace”, moderata da Silvia Sciubba. Parteciperanno rappresentanti di organizzazioni giovanili, associazioni ambientaliste e realtà impegnate nel dibattito sull’energia nucleare e sulla sua applicazione pacifica.

Dalle ore 12.30 inizieranno gli interventi dedicati ai principali temi dell’evento. Giuseppe Rotunno, presidente del Comitato per una Civiltà dell’Amore, parlerà di nucleare di pace e conversione nucleare. Antonino Giannone affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale, etica, nuovo umanesimo e transumanesimo.

Marcello Viola approfondirà il valore della cooperazione come pilastro della pace, mentre Pietro Matarese, presidente della Fondazione Assisi Pax, interverrà sul tema dell’intelligenza artificiale e del controllo sociale. Monsignor Gianni Fusco proporrà infine una riflessione sul ruolo dei cristiani come testimoni e promotori di una pace “disarmata e disarmante”.

Le conclusioni, previste per le ore 13.30, saranno affidate a Giuseppe Rotunno, al vescovo emerito Domenico Sorrentino e al sindaco Valter Stoppini.

Tecnologia, etica e dignità della persona

L’incontro del 4 agosto intende porre una domanda decisiva: il progresso tecnologico condurrà verso un nuovo umanesimo, capace di mettere al centro la persona, oppure verso una società dominata dal controllo, dalla contrapposizione e dall’uso indiscriminato della forza?

Da Assisi arriva l’invito a orientare la scienza, l’energia e l’intelligenza artificiale verso finalità di pace. Non si tratta di rifiutare la tecnologia, ma di governarla responsabilmente, affinché rimanga al servizio dell’uomo e della tutela della sua dignità.

Il futuro dipenderà dalla capacità di trasformare la potenza umana in cooperazione, sviluppo sostenibile e bene comune. È questa la sfida che Assisi-Hiroshima vuole consegnare alle istituzioni, ai giovani e all’intera comunità internazionale.

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