A cura di Angelica Bianco.
Come riporta Wikipedia nel novembre del 2008 Satoshi Nakamoto pubblicò il protocollo Bitcoin su The Cryptography Mailing list sul sito metzdowd.com. Nel 2009 ha rilasciato la prima versione del software client e successivamente ha contribuito sul progetto in via anonima insieme ad altri sviluppatori, per ritirarsi dalla comunità di Bitcoin nel 2010. L’ultimo contatto da parte di Satoshi Nakamoto è stato nel 2011, quando dichiarò di essere passato ad altri progetti e di aver lasciato il Bitcoin in buone mani con Gavin Andresen. Ebbene che sia Andresen o Nakamoto tornano a far parlare di sé tra mistero e stupore proprio il 10 gennaio quando la SEC attraverso il commento della Pierce (la donna della SEC che ha detto si’) approva gli ETF su BITCOIN e la criptovaluta sale a 47.000 dollari nel giro di qualche giorno. C’è un dettaglio per chi è attento, e vorrei porvi attenzione.
In data lunedi 8 gennaio 2024 ovvero due giorni prima che la SEC desse parere positivo la Sec ha subito un attacco hacker, e su X, il presidente della Sec degli Stati Uniti, Gary Gensler, ha pubblicato una serie di avvertimenti. Tra questi, che le società “offrono investimenti/servizi in criptovalute potrebbero non rispettare le leggi applicabili, comprese le leggi federali sui titoli. Gli investitori in titoli di criptovalute dovrebbero comprendere che potrebbero essere privati delle informazioni chiave e di altre importanti protezioni in relazione al loro investimento”, ha dichiarato. Aggiungendo, inoltre, che “gli investimenti in criptovalute possono essere eccezionalmente rischiosi e spesso volatili. Molte delle principali piattaforme e asset cripto sono diventate insolventi e/o hanno perso valore. Gli investimenti in asset cripto continuano a essere soggetti a rischi significativi”.
Dopo due giorni, quindi il 10 gennaio come già detto la Pierce dice sì ed addirittura giudica che si sarebbe potuta raggiungere 10 anni fa questa decisione storica. Gli ETF approvati dalla SEC sono strumenti che replicano il valore del Bitcoin come attività sottostante. L’aspettativa è che la possibilità di negoziare tali strumenti sul mercato statunitense contribuirà alla diffusione delle criptovalute nei portafogli degli investitori, anche retail, di tutto il mondo.
Anche il mercato europeo dei “replicanti” su Bitcoin è in fermento. La decisione della SEC, infatti, avrà ripercussioni globali. Tuttavia, questo è uno dei pochi casi in cui gli USA sono in ritardo rispetto al Vecchio continente. Sì, perché attualmente ci sono circa 130 ETP (Exchange traded product) su criptovalute domiciliati in Europa e quotati su molte Borse europee, tra cui Euronext Paris, Euronext Amsterdam, XETRA e SIX Swiss Exchange. Borsa Italiana non fa parte di questo gruppo.
Finora, molti investitori istituzionali non potevano operare nel settore delle criptovalute all’interno del loro quadro normativo, dovendo investire in prodotti finanziari tradizionali. Gli ETF ora disponibili saranno uno strumento estremamente importante per le istituzioni e le principali banche degli Stati Uniti. Credo che l’approvazione di un ETF Bitcoin Spot incoraggerà ulteriormente l’adozione di massa di cripto-asset da parte degli investitori istituzionali negli Stati Uniti.
E se un giorno un hacker volesse far sparire miliardi di dollari investiti? Be agli umani il mistero piace continueremo a chiederci che fine abbia fatto il tal Satoshi Nakamoto.
Fonte: Le Banche d’Italia >> link all’articolo








