L’11 FEBBRAIO LA CHIESA CATTOLICA RICORDA LA PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA DI LOURDES NEL 1858 E CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO, CHE FU ISTITUITA DA PAPA GIOVANNI PAOLO II NEL 1992.
IL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV# PER LA XXXIV^ GIORNATA MONDIALE DEL MALATO#
per parlare di Cura, di Responsabilità e di Prossimità richiama LA PARABOLA DEL BUON SAMARITANO#, con riferimento a Luca 10,25-37.
Un racconto che noi Boomers# Anziani abbiamo ascoltato dai nostri genitori tanti decenni, prima di addormentarci e che in molti abbiamo provato a raccontare anche ai nostri nipoti, alcuni decenni fa quando erano bambini.
Gesù#, a un Dottore della Legge che Gli chiede chi sia il prossimo da amare, risponde raccontando una storia: “un uomo che viaggiava da Gerusalemme# a Gerico# fu aggredito dai ladri e lasciato mezzo morto; un sacerdote e un levita passarono oltre, ma un samaritano ebbe compassione di lui, gli fasciò le ferite, lo portò in una locanda e pagò perché fosse curato”
Un racconto antico che, letto oggi, è un invito alla compassione che diventa responsabilità condivisa, relazione e presa in carico,
Così scrive Papa Leone XIV: “Ho voluto proporre la riflessione su questo passo biblico, con la chiave ermeneutica dell’Enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco#, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore” [1]
“Curare il malato”, in particolare nell’era digitale e delle relazioni virtuali sui social network#, significa curare le relazioni in presenza verso le persone malate, le persone più fragili che si trovano nei luoghi di cura o che sono accudite in famiglia, mostrare una speciale attenzione al “prossimo” che sta soffrendo.
“……… possiamo affermare con Sant’Agostino che il Signore non ha voluto insegnare chi fosse il prossimo di quell’uomo, ma a chi lui doveva farsi prossimo. Infatti nessuno è prossimo di un altro finché non gli si avvicina volontariamente. Perciò si è fatto prossimo colui che ha avuto misericordia.[2]
Ricordiamo anche, in questa giornata del Malato l’invito che fece Papa Francesco [3] a diventare “pellegrini di Speranza” davanti a due interrogativi che la malattia spesso pone e che non possono certo essere ignorati.
“Come rimanere forti, quando siamo colpiti da malattie gravi, invalidanti, che in alcuni casi richiedono cure con costi che spesso sono al di là delle nostre possibilità economiche?
Come farlo quando, oltre alla nostra sofferenza, vediamo quella di chi ci vuole bene e, pur standoci vicino, si sente impotente ad aiutarci”?
Ripensiamo insieme in questa giornata alla solitudine e alla sofferenza dei Malati e facciamo una piccola azione di vicinanza, una visita, perché il giorno finale della Vita, che per noi Boomers Anziani si avvicina, potremmo ritrovarci anche noi in una tale situazione di precarietà e solitudine!
Antonino Giannone
Editorialista A.N.I.M.
Presidente Umanesimo ed Etica per la società digitale www.umamesimodigitale.eu
[1] https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/01/20/0053/00096.html
[2] Cfr S. Agostino, Discorsi, 171, 2; 179 A, 7 https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/01/20/0053/00096.html
Antonino Giannone
Editorialista A.N.I.M.
Presidente Umanesimo ed Etica per la società digitale www.umamesimodigitale.eu







