Guido Perboli, Prof. Ordinario del Politecnico di Torino e Membro del Comitato Scientifico dell’Associazione scrive: Ripensare l’educazione nell’era dell’IA: rischi, responsabilità e il ruolo delle Università.
L’intelligenza artificiale non è più una promessa lontana, sta già trasformando il modo in cui insegniamo, apprendiamo e formiamo una nuova leadership. Man mano che gli strumenti di IA diventano più espressivi e adattivi, offrono opportunità senza precedenti per personalizzare l’esperienza educativa. Tuttavia, pongono anche sfide complesse, che coinvolgono direttamente docenti, istituzioni e studenti.
1. IA e personalizzazione dell’apprendimento
Gli strumenti di intelligenza artificiale rendono sempre più semplice generare contenuti nuovi e su misura. Per i docenti, ciò si traduce in una maggiore flessibilità nel creare materiali didattici specifici per ogni corso. Per gli studenti, rappresenta l’opportunità di automatizzare compiti ripetitivi e rendere più fluido il proprio percorso di apprendimento.
Ma non tutti gli studenti partono dalle stesse condizioni. Gli strumenti più avanzati richiedono accesso, alfabetizzazione digitale e supporto, risorse che non sono distribuite equamente. Studi recenti condotti in Cina indicano che questo divario inizia molto presto e potrebbe ampliarsi fino a creare una vera e propria frattura sociale, con classi sociali digitali separate ed impermeabili.
2. Il declino del pensiero critico
L’IA può certamente supportare l’apprendimento, ma rischia anche di favorire una certa pigrizia intellettuale. Con l’automazione che diventa sempre più pervasiva, il pensiero critico rischia di essere considerato opzionale.
Questo problema si aggrava in un contesto educativo che spesso privilegia le competenze tecniche a discapito delle soft skill e della formazione alla leadership. In Italia, ad esempio, l’assenza di una tradizione solida in ambito formativo della classe dirigente e la deriva tecnicista di molte istituzioni accademiche stanno già compromettendo la capacità di formare leader competenti e consapevoli.
3. Il dilemma del docente: reinventarsi o delegare
L’intelligenza artificiale non dovrebbe sostituire i docenti, ma stimolarli. Come ogni tecnologia dirompente, rappresenta un invito a
rivedere i contenuti, ripensare i modelli didattici e definire nuovi standard.
È essenziale che i docenti resistano alla tentazione di delegare le proprie responsabilità all’automazione. Reinventare il proprio approccio all’insegnamento è difficile, ma è anche l’unico modo per restare rilevanti e autenticamente umani in un ambiente sempre più automatizzato.
4. Istituzioni universitarie a un bivio: leadership o stagnazione
Le università non sono solo luoghi di trasmissione del sapere, devono diventare incubatori di leadership. Se vogliamo che l’IA contribuisca davvero a sviluppare il potenziale umano, le istituzioni accademiche devono assumere un ruolo guida nel definire il modo in cui questi strumenti vengono utilizzati.
Questo implica coinvolgere docenti e studenti nella co-creazione di pratiche etiche e inclusive, che siano poi recepite anche a livello di politiche pubbliche.
Per rendere possibile tutto ciò, le università devono però rinnovarsi profondamente dall’interno. Le strutture di governance attuali sono spesso inadeguate, bloccate da logiche di potere interne, accordi elettorali o interessi locali che ostacolano cambiamenti coraggiosi e necessari.
Troppe nomine accademiche si basano esclusivamente sulla competenza tecnica, trascurando la capacità di leadership, gestione e visione strategica. Questo porta le università a perdere centralità nel dibattito globale sull’intelligenza artificiale, l’istruzione e il futuro dell’apprendimento.
L’intelligenza artificiale non è una scorciatoia, è uno specchio. Riflette punti di forza e debolezze dei nostri modelli educativi, costringendoci a scegliere se replicare il passato o costruire un nuovo futuro.
Mai come oggi, è il momento per i docenti e per le istituzioni di guidare il cambiamento, non di inseguirlo. Perché per forgiare leader servono leader.








