Una riflessione, con alcuni tratti dell’esperienza vissuta da partecipante al 3^ Festival dell’Umano tutto intero.

Partecipare al Festival dell’Umano tutto intero e’ vivere l’esperienza dell’incontro con l’altro che avviene in modo spontaneo, un vero scambio del sentire, del pensiero quando ti presenti a chi non hai mai visto prima e senti in modo naturale un’apertura, uno scambio; davvero riconosci quanto ha spiegato a tutti noi Papa Leone XIV, nella sua enciclica Magnifica Humanitas, con la frase: “Noi siamo un desiderio, non un algoritmo” .

Davvero quest’anno da semplice Partecipante e non tra i Relatori, stando nelle ultime file in sala, a colazione in piedi  si avviano incontri con chi ti sta accanto. Un esempio,

appoggiando il mio bicchiere a un tavolo, non avendo una sedia dove sedermi, con i commensali seduti: due professoresse di liceo e una laureata in Ingegneria biomedica, parlo di Intelligenza Artificiale ed Etica: e’  il tema che spiego da tre anni. Inizia subito l’attenzione e la voglia di approfondimento e poi la manifestazione di rincontrarsi per un evento con gli Studenti a inizio Anno scolastico. Ecco che rifletti subito dopo e ti ricordi che davvero “siamo relazioni”  .

 
Così quando io, boomer anziano, mi sono fermato a parlare più volte ai giovanissimi, ai nativi digitali, Studenti del Liceo,  in camicia bianca, dell’organizzazione, avvicinandoli con il depliant di Umanesimo Digitale, il mio libro considerato profetico per l’impatto dell’IA con l’Etica, avverti il loro desiderosi di volere sapere di più, dopo le mie prime considerazioni che e’ la prima volta nella storia dell’Umanità che una tecnologia incide direttamente sul pensiero umano e con questa tecnologia: l’Intelligenza Artificiale  possiamo interagire parlando senza programmi di software, di istruzioni intermediari tra noi e la macchina!
Spiego a questi giovanissimi il perché non dovrebbero lasciarsi disumanizzare dall’IA generativa ChatGpt.

Ho infatti ricordato in poche frasi che “la tecnologia non è un destino ineluttabile ma uno strumento; sta a noi decidere se esserne sottomessi o utilizzarla per servire l’umanità” Ho detto loro di sviluppare in quanto Persone, l’umanesimo integrale e il proprio pensiero critico.
E dopo, più volte rincontrandoli,  in due giorni, salutandoli e qualcuno con il suo nome, questi giovanissimi mi salutano così: grazie Prof., mai incontrati prima e così riscontri e rifletti che “noi esseri umani siamo desiderio” 


Ma, a mio avviso, devi avere dentro la voglia di donare e aprirti all’altro che incontri per la prima volta e che e’ lì come Te che spera d’incontrare nell’evento persone, non chatbot accondiscendenti su tutto come è’ accaduto a bambini che si sono isolati con il dispositivo parlante e hanno accettato il consiglio di suicidarsi!

Così, in quel “grazie prof.” e in quei pochi minuti di conversazione scopri il valore e la centralità dell’incontro, l’interazione reale, il dialogo, la condivisione dell’esperienza. 

Grazie ai numerosi Amici che ho rincontrato e alle persone e volti che ho visto per la prima volta.

Grazie a tutti quelli che con generosità e spirito di volontariato hanno aiutato a organizzare e a gestire il Festival dell’Umano tutto intero sono anche loro ritornati a casa con qualcosa, con una nuova conoscenza, con nuovi saperi e un saper essere con valori etici che li rafforzano nella ricerca di dare più senso alla propria vita,  verso quale meta orientarsi, verso quale direzione scegliere come persona e comunità 

Grazie di condividere con Voi tutti anche in modo virtuale in particolare nella chat

Diciamolo sui Tetti, e da tre anni nell’esperienza del Festival  dell’Umano tutto intero, un

titolo che e’ stato una grande intuizione e che rappresenta un programma di Vita vorrei dire che sottintende un programma politico!

“Ora tocca a noi assumere con lucidità e responsabilità le sfide del nostro tempo.

E’ necessario adottare strumenti normativi adeguati, capaci di tutelare la giustizia e di contenere gli effetti distorsivi del potere tecnologico” (Magnifica humanitas, Papa Leone XIV) 

Gentili Lettori e Lettrici, ho sentito di manifestare così a Voi, la mia “Relazione” il mio “sentimento” con chi ho incontrato al Festival e con voi qui, in modo virtuale, con la comunicazione  a distanza che e’ anche Relazione  con chi non s’incontra in presenza personalmente.
Un grande grazie pubblicamente lo rivolgo all’Amico Domenico Menorello, Coordinatore della piattaforma Ditelo  sui Tetti  sul quale ho detto che quest’anno ha saputo coniugare in modo eccellente il quinto verbo Saper far Fare che fa parte dei cinque verbi che insegno da ca 20 anni agli Studenti del Politecnico  di Torino del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della Produzione e dell’Innovazione tecnologica, gli altri 4 verbi sono: Sapere, Saper Fare, Saper Essere (l’Etica), Saper Comunicare + le Abilità  trasversali (Soft Skills)  e la Leadership per diventare dei Manager che sappiano gestire risorse materiali e risorse umane, ovvero Persone.
Arrivederci per raccontarvi il prossimo Festival, dell’Umano tutto intero, magari l’Anno prossimo parteciperete anche Voi con me, a Dio piacendo, perché ormai la mia e’ un’età grande di ottuagenario!
Deo gratias
Buon lungo Cammino a Tutti.
Antonino Giannone
-Editorialista A.N.I.M.
-Presidente Umanesimo ed Etica per la Società Digitale (una delle 100 Associazioni che aderiscono a Ditelo sui Tetti www.suitetti.org)

 

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